
UN CANTIERE SPECIALE: IL MIO INTERVENTO IN UNA SCUOLA DELL’INFANZIA
Oggi vi porto in cantiere speciale: non “a casa di” qualcuno, ma in una scuola dell’infanzia.
Si tratta della scuola dell’infanzia “Bernardi Torretto” di Pagnano d’Asolo, e, come per gli altri articoli dove vi descrivo i cantieri (vi lascio i link qui, qui e qui), partirò analizzando le richieste iniziali del cliente e in quali soluzioni è consistito il mio intervento.
Iniziamo.
RICHIESTE INIZIALI
Tutto è cominciato a causa di lavori strutturali che si sono resi necessari all’interno dell’edificio: in particolare doveva essere realizzato un controsoffitto in alcune stanze e anche in alcuni corridoi. L’opera comportava lo smontaggio delle lampade esistenti. Con la committenza e con la direzione lavori, si è valutato, quindi, di non montare più – a controsoffitto finito – le stesse lampade (piuttosto datate), ma di sostituirle con altre a maggiore efficienza energetica e luminosa.
TIPI DI LAMPADE
Ho valutato il tipo di controsoffitto, detto a quadrotti proprio per la forma degli elementi che lo compongono. La scelta migliore, sia dal punto di vista estetico che pratico, era l’uso di lampade a led.
Ma quali lampade a led? L’offerta ormai è vastissima, e la cosa più giusta è sempre prendere in considerazione più fattori.
PRIMA DI TUTTO, LA NORMATIVA!
La scuola è un ambiento pubblico (oltre che di lavoro – leggete anche questo articolo dove… mi illumino d’immenso in ufficio!) Come immaginerete, ci sono delle normative da rispettare sia per quanto riguarda le caratteristiche delle lampade, sia come valori di illuminamento, a seconda degli ambienti di installazione. Nelle aule ho installato lampade a basso abbagliamento; nei corridoi invece (per risparmiare un po’ e trattandosi di luoghi di passaggio) lampade con valori “normali” di abbagliamento. Tutto come previsto dalla norma.
QUANTE LAMPADE METTIAMO?
Come detto, la norma impone dei valori di illuminamento minimo a seconda degli ambienti. Come trovarli? Semplice: è stato fatto un calcolo illuminotecnico da un professionista. È un parolone, in realtà la procedura non è né complicata né costosa (per chi è pratico) e, a volte, permette pure di risparmiare magari anche qualche lampada rispetto a quelle che si pensava di installare dopo una analisi “a occhio”.
ANCORA SICUREZZA
Un altro parametro importante, che non è ancora stato inserito nelle normative ma che si sta studiando e approfondendo, è il rischio fotobiologico, ovvero i possibili danni agli occhi causati da alcuni tipi di led (ho scritto un articolo, lo trovate qui). Considerando che i bambini restano a scuola molte ore, sono state scelte lampade a led di grado rigorosamente zero per il rischio fotobiologico, cioè in pratica esenti da rischi. È importante: si parla di salute e, spesso, non incide sul costo della lampada. Nell’articolo che vi ho linkato qui sopra potete vedere tutta la classificazione dei led secondo i gradi di rischio: può tornare utile anche per la vostra casa o il vostro posto di lavoro.
MA QUANTO ROMPIAMO, NOI TECNICI!
Sembrano valutazioni lunghe e complesse, in realtà sono abbastanza immediate (calcolo illuminotecnico a parte) per chi è del settore.
E le normative: vi sembrano tante? Eppure quella che molti giudicano pignoleria (pensare all’abbagliamento, all’illuminamento minimo, al rischio fotobiologico…) è la base per garantire il benessere fisico e mentale di chi frequenta questi ambienti molte ore al giorno. Dai piccoli ai “grandi”.
Quindi sì, personalmente porrò sempre estrema attenzione a questi aspetti in qualunque cantiere.